“E questo è lo spazio in cui puoi discutere, scrivere o semplicemente leggere cosa si dice di un racconto del genere” Se vuoi puoi registrarti e scegliere un “nome utente”.
Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.
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Ciao.
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17 luglio 2008
“Volevamo mettertela nel frac” ma non avresti dovuto saperlo….
Una mattina viene recapitato attraverso la posta interna, inviata dalla sede alle unità periferiche, una busta (recante il logo societario) sulla quale non è stato indicato un destinatario specifico.
Come ogni mattina io e la collega, abbiamo smistato i documenti arrivati (adesso non ci è più consentito), ed è capitato proprio a me di consegnarla alla responsabile dell’ufficio che la aprì ed iniziò a leggerne il contenuto ad alta voce.
Poi ad un tratto si bloccò e chiese al collega sindacalista di cosa si trattasse.
Il sindacalista prese la lettera, la lesse e la ripose tra i suoi documenti.
Gli chiesi di cosa si trattasse e mi rispose che non era importante e che riguardava una riunione intersindacale.
Ma dopo una mezz’ora il mio telefono iniziò a squillare.
La lettera era stata inviata a tutti gli uffici periferici ed era stata spedita anche in alcuni uffici della sede.
Chiesi a chi mi aveva avvertito di inviarla via fax anche a casa dei miei genitori e mi rivolsi al collega sindacalista chiedendogli nuovamente di mostrarmi la lettera.
La sua risposta fu: “No, perché quella lettera è un documento riservato che doveva rimanere tale”.
Un po’ come dire “volevamo mettertela nel frac ma non avresti dovuto saperlo”.
Già, perché quella lettera è indirizzata all’azienda, che l’avrebbe utilizzata davanti al giudice appena il mio avvocato avrebbe chiesto di allegare agli atti il volantino a mio favore….
Ecco il testo integrale:
“A seguito della firma di queste OO.SS. aziendali sul volantino non datato, a titolo “…. NON SONO ALLUCINAZIONI”, diffuso tra i colleghi già prima dell’inizio dell’orario di lavoro di questa mattina, rilasciamo la seguente dichiarazione:
Non tutti i punti contenuti nel volantino corrispondono a verità, per lo meno per ciò che è a nostra conoscenza;
le firme apposte dalle scriventi sono state estorte con il raggiro;
l’eventuale sua diffusione doveva avvenire solo dopo un approfondimento del tavolo intersindacale che non è mai avvenuto.
Tutto ciò premesso ci dissociamo da questo atto e diffidiamo chiunque voglia utilizzarlo per qualsiasi motivo.
Inoltre riteniamo l’estensore e chi ha diffuso il volantino, pienamente responsabili delle conseguenze politiche, civili e penali che dovessero conseguire all’accaduto.
Bergamo, 19 ottobre 2007
Firmato dalle organizzazioni sindacali aziendali FIBA CISL – FISAC CGIL – UILCA UIL”
Il sindacalista della FA.BI., che ha redatto il volantino, diffamato da questo testo infamante ha querelato gli altri sindacalisti aziendali!
25 giugno 2008
DALLE STELLE ALLE STALLE (2)
Penso che, visto il testo del documento dai toni piuttosto forti, la responsabile del personale avrà un po’ ripreso i sindacalisti, ma non ho tempo di insistere sull’argomento in quanto viene a farci visita un conoscente della responsabile dell'ufficio, il maresciallo del nucleo operativo dei Carabinieri che ha sede nel paese. E’ in borghese e rappresenta davvero un uomo raggiante.
Da pochi giorni è diventato padre e racconta brevemente del pargolo e delle nottate passate a cullare il cuccioletto.
Così, dopo una breve chiacchierata vuole offrirci il caffè ma la responsabile, indicandomi, sostiene che il caffè oggi dovrebbe offrirlo qualcun altro.
Il maresciallo, stupito, chiede se anch’io sono diventato padre, offrendomi così lo spunto per parlare del documento a mio favore firmato dai sindacati aziendali.
Gli porgo il documento che legge con attenzione senza che nessuno lo interrompa e quando termina la lettura, rivolgendosi a me, dice che capisce quanto possa essere importante.
Io aggiungo che devo ringraziare il collega sindacalista, firmatario del documento, ed accenno alla vicenda giudiziaria che si protrae da qualche anno.
Poi la collega mi chiama per qualche motivo nell’altra sala e mi assento per due o tre minuti.
Quando rientro nella stanza in cui siede il maresciallo, noto che il sindacalista sta parlottando a bassa voce ma si interrompe e nella stanza pare calato il gelo.
Non parla più nessuno e quando mi dico pronto per uscire, la responsabile mi informa che usciranno solo loro tre.
Insisto ma mi mette a tacere dicendo che “il caffè lo offrirò la prossima volta”.
Il maresciallo mi saluta sommessamente, mi stringe la mano ma non incrocia il mio sguardo ed al rientro dalla pausa nessuno dei due colleghi mi rivolge la parola, lasciandomi percepire che qualcosa non quadra.
In serata due colleghi mi telefoneranno per riferirmi che hanno saputo ufficiosamente che il volantino è stato disconosciuto da alcune sigle sindacali.
Così sono passato dalle stelle alle stalle e nei giorni successivi ho preso consapevolezza di quante persone, a diversi livelli, possano essere coinvolte in una così brutta vicenda aziendale.
10 giugno 2008
Dalle stelle alle stalle (1)
La consegna del volantino ai colleghi è avvenuta con modalità differenti; nella sede centrale, mediante distribuzione sulle scrivanie, mentre agli uffici periferici è stato spedito via fax.
Questa e’ la cronaca di quelle intense ore, ore in cui il mio stato d’animo è stato travolto da sensazioni forti ed opposte…. sono letteralmente passato “dalle stelle alle stalle”
Quella mattina ero già stato trasferito nell’ufficio periferico ed ero solo con la responsabile in quanto il sindacalista e la mia collega si trovavano in sede per un breve corso di aggiornamento della durata di un paio d’ore.
Dopo circa un’ora la responsabile mi chiede se ho notato il documento che è ancora attaccato al fax. Faccio 2 passi ed inizio a leggerlo.
E’ la prima volta che lo vedo!
Sono emozionato e nonostante sapessi che il sindacalista aveva già condiviso la sua iniziativa con i suoi colleghi, non me lo aspettavo.
Esulto e la responsabile, pur senza commentare l’evento, mi sorride.
Lo leggo ad alta voce, la responsabile rimane stupita del testo ed io mi lascio andare a qualche commento estasiato.
Ne parliamo per una mezz’ora anche se la chiacchierata assomiglia più a un mio monologo, interrotto talvolta da qualche sua considerazione.
Alla fine mi dice “bè…. mi sa proprio che oggi ti tocca offrire il caffè”.
IL CAFFEEEE???? Altro che caffè….
Sono anni che aspetto e mi sembra un sogno, la verità che emerge con prepotenza e la mia dignità professionale riconosciuta!
Acquisterò le paste dolci ed una buona bottiglia di spumante nella migliore pasticceria del paese!
Và giusto bene! Appena rientrano i due colleghi festeggeremo.
La responsabile mi invita ad abbassare i toni ed ha ragione, sto quasi urlando e neanche me ne accorgo.
Ogni tanto butto un occhio nella stanza in cui potrebbero arrivare “clienti” ma non entra proprio nessuno, decido poi di telefonare al sindacalista per ringraziarlo ma non è solo e la conversazione è breve e poi inizio a ricevere telefonate e messaggi sms dai colleghi, circa una ventina.
Tra una telefonata e l’altra mi dedico alla ricerca della pasticceria ma dopo un’oretta rientra solo la collega dicendo che il sindacalista l’ha avvertita che sarebbe rientrato più tardi.
Ormai giunta la tarda mattinata chiedo alla responsabile di chiamare sul telefono portatile il collega sindacalista, per verificare a che ora rientrerà in ufficio in quanto temo le pasticcerie chiudano.
Così lo chiama davanti a me ed il sindacalista sostiene che non rientrerà in mattinata; è nel corridoio della sede, fuori dall’ufficio della responsabile del personale in attesa di un colloquio.
Commentiamo che la responsabile del personale non sarà molto soddisfatta ed evidentemente vorrà delle spiegazioni.
Quindi mi metto il cuore in pace e decido che per i pasticcini aspetterò il pomeriggio.
Il seguito nel prossimo post.
PS
Devo segnalare che anche la responsabile dell’ufficio, in presenza di tutti i colleghi, mi ha consegnato un pensiero per la nascita della piccola Giorgia.
Le mie sensazioni?
Pareva quasi volesse scusarsi per qualcosa ed ha sottolineato per ben tre volte in meno di due minuti, che “il regalo non era per me ma per la bambina”, quasi a voler esprimere il contrario di quanto affermava.
Vista la scarsa tempestività non posso considerarlo come un gesto assolutamente spontaneo tuttavia un dono è sempre un segnale distensivo e come tale lo considero.
25 maggio 2008
La caduta di stile (un triste episodio)
Il piccolo ufficio periferico è composto da 2 stanze.
La prima, quella riservata al pubblico, ha due postazioni riservate a me e alla collega, mentre nella seconda sono posizionate le scrivanie della responsabile e del collega sindacalista.
Da qualche mese, nonostante la collega sia incaricata di occuparsi della cassa (e per questa incombenza riceva un’apposita indennità), e che quindi sia talvolta richiesta la sua presenza nella stanza in cui anch’io ho la mia postazione, la responsabile preferisce che si sieda di fronte alla sua scrivania, lasciandomi di fatto da solo nell’altra stanza.
Così, nel caso in cui entri qualche cliente, le disposizioni che ho ricevuto sono di dover chiamare la collega preposta ad effettuare gli incassi ma una mattina della scorsa settimana, avendo notato che la collega parlottava a bassa voce vicino alla mia postazione, la responsabile l’ha dapprima chiamata nell’altra stanza e poi, ad alta voce, si è rivolta al collega sindacalista con tono stizzito dicendo: “guarda che oltre a darla a te, la dà anche a quell’altro”.
Il sindacalista, in un primo momento stupito, ha replicato con una battuta cercando di smorzare i toni “è per quello che io non ci sto….” ma la collega, offesa, si è rivolta alla responsabile sottolineando “per tua norma e regola io non la do a nessuno dei due”.
In ufficio è calato il gelo.
Inizialmente non ho dato un gran peso alla situazione ma più tardi ho dovuto consolare la collega.
Con le lacrime agli occhi mi ha detto di essere stata dibattuta per tutto il fine settimana.
Aveva deciso di acquistare un regalo per la piccola Giorgia (anche lei ha una bambina), ma si scusava e non riteneva opportuno consegnarmi il regalo in ufficio.
Così non aveva chiuso a chiave la sua auto e mi ha chiesto di prelevare il pacchetto che aveva lasciato sul sedile posteriore.
La collega non utilizza internet, non legge “il mio diario”, non sa quasi nulla della mia vicenda e, con un atteggiamento che lascia trasparire la sua grande dignità, mi ha ispirato molta tenerezza.
Vi scrivo prima di andare a dormire ed ho appena lasciato nella culla la piccola Giorgia ma nonostante l’abbracciare la piccola sia una cosa che mi riempie il cuore, non riesco a dimenticare il triste episodio.
19 maggio 2008
E' nata Giorgia
Io e la mia compagna eravamo ormai consapevoli che sarebbe stata una questione di ore in quanto il travaglio era iniziato con le classiche avvisaglie.
Così, lunedì mattina molto presto, percorrendo una città deserta, siamo giunti in ospedale e dopo meno di cinque ore dal nostro arrivo è nata la piccola Giorgia.
Ho assistito alla nascita ed è stata un’esperienza indimenticabile.
L’uomo in queste occasioni non può fare molto ma la sua presenza è importante.
Non proviamo la sofferenza fisica alla quale sono sottoposte le nostre compagne ma alla fine del periodo espulsivo ero stremato. Quando finalmente tutta la testa della bambina ha visto la luce, seguita a brevissimo dal resto del corpo, sono esploso in un pianto liberatorio.
E’ bellissimo vedere con che forza, con che determinazione e volontà un neonato si affacci alla vita.
Sono seguiti giorni intensi e, visto che tutto procedeva nel migliore dei modi, dopo sole quarantotto ore sono arrivate le dimissioni dall’ospedale ed è iniziato il “tour de force”.
Per cinque giorni la vorace cucciolotta pretendeva fino a trenta poppate al giorno riducendo la mamma ed il papà a due zombie assonnati.
Ma da ieri, per fortuna, la bambina inizia a saziarsi maggiormente e permette ai genitori dormite che variano tra le due e le tre ore. Che detta così sembra poco ma che indicano davvero che il periodo più duro in assoluto dovrebbe essere passato.
Almeno così spero, infatti da domani, si torna in ufficio.
28 aprile 2008
Nel nuovo ufficio (dimostrazione di pentole)
Avevo già accennato che spesso c’è ben poco da fare.
Il lavoro scarseggia e la routine mi vede da oltre due mesi impegnato in sistemazioni degli archivi e a fornire qualche informazione alle poche persone che le richiedono.
Tuttavia, nonostante la monotonia dei compiti a me assegnati, racconterò qualche avvenimento simpatico, come quello di aver assistito ad una dimostrazione di pentole, cosa che non mi era mai accaduta.
Un pomeriggio di qualche mese fa, su invito della responsabile dell’ufficio,
un agente di commercio, una persona che abita non molto distante dalla nostra sede lavorativa e che conosciamo tutti perché viene in ufficio quasi sempre alla fine del mese, si è presentato con un bel bauletto contenente qualche pezzo di campionario.
La cosa è stata simpatica, perché il personaggio, da vero professionista, scoprendo i panni che avvolgevano le pentole, ha dapprima illustrato l’azienda e poi la tecnologia utilizzata per ottenere un prodotto che pareva solido, di alta qualità e con un raffinato e piacevole design….
Anch’io e la collega (in ufficio siamo in quattro ma il collega sindacalista era in servizio esterno), siamo rimasti convinti della qualità del prodotto.
Poi, il loquace venditore, ha spiegato quale tipo di pentola utilizzare a seconda di cosa si intende cucinare (non è che si possa utilizzare una pentola a caso…. mi pare fossero una ventina di pezzi….).
Successivamente il venditore e la responsabile, che deve essere un’ottima cuoca, si sono confrontati sui metodi da utilizzare per cucinare nel migliore dei modi alcuni tipi di alimenti e di prelibatezze ed hanno concluso la dimostrazione discutendo il prezzo ed apponendo la fatidica firma sul contratto che determina l’acquisto.
Il tutto è durato circa un’ora e mezza e quando sono uscito…. avvertivo un certo languorino….
08 aprile 2008
Il tradimento della "Banda Bassotti"
può cambiare radicalmente il proprio modo di pensare relativamente ad una posizione assunta in precedenza, sono rimasto deluso e perplesso prendendo atto che, il giorno successivo alla sottoscrizione del volantino a mio favore, con un documento infamante i rappresentanti aziendali delle sigle CGIL CISL e UIL hanno rinunciato ad appoggiare un lavoratore che rivendica i suoi diritti.
Mi sono informato dal mio referente sindacale, rappresentante della sigla FABI, ovvero il proponente del volantino, sulle modalità che hanno portato a condividere tra le varie sigle il testo a mio favore.
Emerge che:
- il firmatario della sigla CGIL sapeva da oltre una settimana della sua volontà di redigere il testo e che quando gli è stato sottoposto per raccoglierne la firma, ha aggiunto che “lui avrebbe fatto un testo anche più pesante, e che quello gli sembrava leggerino”
- il firmatario della sigla UIL, che lavora presso lo stesso piccolo ufficio periferico nel quale sono stato trasferito, era a conoscenza del documento da oltre due settimane. E’ la persona con cui il mio sindacalista si è consultato maggiormente e hanno parlato del testo del volantino anche durante un viaggio in treno alla presenza di un’altra sindacalista aziendale, sempre della sigla UIL
- il firmatario della CISL, ne è venuto a conoscenza per ultimo e accompagnato dal mio sindacalista, ha chiesto un parere (che sapeva un po’ di permesso….) anche alla dirigente sindacale CISL, che ha lasciato al suo collega la libera facoltà di scelta…..
MA IL BELLO è che, uno dei tre membri della banda bassotti (la ricordate su Topolino?) ha risposto a qualche collega che lo accusava di scarsa trasparenza che “erano state fatte pressioni e aveva dovuto disconoscere il volantino!”
Questi avvenimenti meriterebbero senz’altro un’ambientazione cinematografica….
Come avrete visto il sito è stato inaccessibile per qualche giorno perché il server sul quale si appoggia ha ricevuto un attacco hacker con milioni di visite simultanee.
Funziona solo dalla serata di ieri.
Qualcuno investe risorse perché non sappiate ciò che vi racconto.
Ma mi sto organizzando per assicurarvi di “potermi leggere senza intoppi”….
Archivio
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