“E questo è lo spazio in cui puoi discutere, scrivere o semplicemente leggere cosa si dice di un racconto del genere” Se vuoi puoi registrarti e scegliere un “nome utente”.
Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.
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Ciao.
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25 giugno 2008
DALLE STELLE ALLE STALLE (2)
Penso che, visto il testo del documento dai toni piuttosto forti, la responsabile del personale avrà un po’ ripreso i sindacalisti, ma non ho tempo di insistere sull’argomento in quanto viene a farci visita un conoscente della responsabile dell'ufficio, il maresciallo del nucleo operativo dei Carabinieri che ha sede nel paese. E’ in borghese e rappresenta davvero un uomo raggiante.
Da pochi giorni è diventato padre e racconta brevemente del pargolo e delle nottate passate a cullare il cuccioletto.
Così, dopo una breve chiacchierata vuole offrirci il caffè ma la responsabile, indicandomi, sostiene che il caffè oggi dovrebbe offrirlo qualcun altro.
Il maresciallo, stupito, chiede se anch’io sono diventato padre, offrendomi così lo spunto per parlare del documento a mio favore firmato dai sindacati aziendali.
Gli porgo il documento che legge con attenzione senza che nessuno lo interrompa e quando termina la lettura, rivolgendosi a me, dice che capisce quanto possa essere importante.
Io aggiungo che devo ringraziare il collega sindacalista, firmatario del documento, ed accenno alla vicenda giudiziaria che si protrae da qualche anno.
Poi la collega mi chiama per qualche motivo nell’altra sala e mi assento per due o tre minuti.
Quando rientro nella stanza in cui siede il maresciallo, noto che il sindacalista sta parlottando a bassa voce ma si interrompe e nella stanza pare calato il gelo.
Non parla più nessuno e quando mi dico pronto per uscire, la responsabile mi informa che usciranno solo loro tre.
Insisto ma mi mette a tacere dicendo che “il caffè lo offrirò la prossima volta”.
Il maresciallo mi saluta sommessamente, mi stringe la mano ma non incrocia il mio sguardo ed al rientro dalla pausa nessuno dei due colleghi mi rivolge la parola, lasciandomi percepire che qualcosa non quadra.
In serata due colleghi mi telefoneranno per riferirmi che hanno saputo ufficiosamente che il volantino è stato disconosciuto da alcune sigle sindacali.
Così sono passato dalle stelle alle stalle e nei giorni successivi ho preso consapevolezza di quante persone, a diversi livelli, possano essere coinvolte in una così brutta vicenda aziendale.
10 giugno 2008
Dalle stelle alle stalle (1)
La consegna del volantino ai colleghi è avvenuta con modalità differenti; nella sede centrale, mediante distribuzione sulle scrivanie, mentre agli uffici periferici è stato spedito via fax.
Questa e’ la cronaca di quelle intense ore, ore in cui il mio stato d’animo è stato travolto da sensazioni forti ed opposte…. sono letteralmente passato “dalle stelle alle stalle”
Quella mattina ero già stato trasferito nell’ufficio periferico ed ero solo con la responsabile in quanto il sindacalista e la mia collega si trovavano in sede per un breve corso di aggiornamento della durata di un paio d’ore.
Dopo circa un’ora la responsabile mi chiede se ho notato il documento che è ancora attaccato al fax. Faccio 2 passi ed inizio a leggerlo.
E’ la prima volta che lo vedo!
Sono emozionato e nonostante sapessi che il sindacalista aveva già condiviso la sua iniziativa con i suoi colleghi, non me lo aspettavo.
Esulto e la responsabile, pur senza commentare l’evento, mi sorride.
Lo leggo ad alta voce, la responsabile rimane stupita del testo ed io mi lascio andare a qualche commento estasiato.
Ne parliamo per una mezz’ora anche se la chiacchierata assomiglia più a un mio monologo, interrotto talvolta da qualche sua considerazione.
Alla fine mi dice “bè…. mi sa proprio che oggi ti tocca offrire il caffè”.
IL CAFFEEEE???? Altro che caffè….
Sono anni che aspetto e mi sembra un sogno, la verità che emerge con prepotenza e la mia dignità professionale riconosciuta!
Acquisterò le paste dolci ed una buona bottiglia di spumante nella migliore pasticceria del paese!
Và giusto bene! Appena rientrano i due colleghi festeggeremo.
La responsabile mi invita ad abbassare i toni ed ha ragione, sto quasi urlando e neanche me ne accorgo.
Ogni tanto butto un occhio nella stanza in cui potrebbero arrivare “clienti” ma non entra proprio nessuno, decido poi di telefonare al sindacalista per ringraziarlo ma non è solo e la conversazione è breve e poi inizio a ricevere telefonate e messaggi sms dai colleghi, circa una ventina.
Tra una telefonata e l’altra mi dedico alla ricerca della pasticceria ma dopo un’oretta rientra solo la collega dicendo che il sindacalista l’ha avvertita che sarebbe rientrato più tardi.
Ormai giunta la tarda mattinata chiedo alla responsabile di chiamare sul telefono portatile il collega sindacalista, per verificare a che ora rientrerà in ufficio in quanto temo le pasticcerie chiudano.
Così lo chiama davanti a me ed il sindacalista sostiene che non rientrerà in mattinata; è nel corridoio della sede, fuori dall’ufficio della responsabile del personale in attesa di un colloquio.
Commentiamo che la responsabile del personale non sarà molto soddisfatta ed evidentemente vorrà delle spiegazioni.
Quindi mi metto il cuore in pace e decido che per i pasticcini aspetterò il pomeriggio.
Il seguito nel prossimo post.
PS
Devo segnalare che anche la responsabile dell’ufficio, in presenza di tutti i colleghi, mi ha consegnato un pensiero per la nascita della piccola Giorgia.
Le mie sensazioni?
Pareva quasi volesse scusarsi per qualcosa ed ha sottolineato per ben tre volte in meno di due minuti, che “il regalo non era per me ma per la bambina”, quasi a voler esprimere il contrario di quanto affermava.
Vista la scarsa tempestività non posso considerarlo come un gesto assolutamente spontaneo tuttavia un dono è sempre un segnale distensivo e come tale lo considero.
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