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Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.

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Ciao.


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29 gennaio 2008

 

Punti di vista

Nelle ultime settimane ho dedicato un po' di tempo a rispondere alle numerose mail che erano pervenute anche prima delle festività di fine anno....
Tra queste quelle di alcuni colleghi esprimono pareri discordanti
Alcuni si dicono preoccupati dagli avvenimenti accaduti dopo l'uscita del volantino sindacale che, nonostante sia stato firmato da tutte le sigle presenti in azienda, il giorno successivo è stato disconosciuto.... (all'avvenimento dedicherò prossimamente qualche pagina del mio diario....)
Altri mi vedono quasi come un paladino, uno stoico sopravissuto a tutta una serie di vessazioni e pressioni e mi invitano a continuare la mia lotta, consigliandomi di pubblicizzare su vasta scala gli avvenimenti accaduti al fine di "smascherare" i responsabili del mobbing.
Tutti ritengono "vergognoso" il comportamento tenuto da alcuni responsabili nei miei confronti.

Riconosco che la preoccupazione dei primi non è del tutto infondata e scaturisce dalla considerazione che la nostra società, da poco acquisita da una più grande, fa parte di una holding ramificata su tutto il territorio nazionale e potrebbe essere considerata negativamente dalla Direzione Generale di Roma con il rischio di veder vanificati l'impegno e l'efficienza dimostrati in questi anni da molti colleghi.

Tuttavia ritengo di non poter fare proprio nulla e sento la mia coscienza assolutamente pulita.
Questo perché non faccio parte di quella categoria di persone che, in previsione di lasciare l'azienda presso la quale lavorano, decidono di intentare una causa per poter spillare un po' di quattrini......

Io ho cercato di difendermi attraverso un ricorso ai sensi dell'art. 700 (procedura d'urgenza) proprio per salvaguardare la mia professionalità.
E se avessi vinto il ricorso (al quale non è stato riconosciuto il carattere d'urgenza) sarei stato reinserito a svolgere le mansioni che mi competevano (l'analista organizzativo ed informatico) ed in quella sede non si sarebbe parlato nè di ore straordinarie non retribuite e neppure di mobbing.

Tra l'altro sarebbe anche sbagliato pensare che io mi sia “impuntato” e che non abbia voluto accettare una riappacificazione con l’azienda, infatti non c’è mai stato un ripensamento sulla politica adottata dalla direzione nei miei confronti né, tanto meno, ho mai ricevuto alcuna proposta economica interessante (l’offerta più seria mi è pervenuta dal giudice in sede di tentativo di conciliazione….) al fine di rinunciare all’azione legale.

Good night & good luck



17 gennaio 2008

 

A volte ritornano

Dal nuovo anno (o meglio già dall’inizio di dicembre), l’azienda per la quale lavoro è stata assorbita da un’altra società più grande operante nello stesso settore.
E chi potrà mai essere l’amministratore delegato della nuova società?
Chi segue il mio racconto dagli albori, cioè dal fatidico momento nel quale ho deciso di raccontare la mia triste storia, potrebbe già avere intuito.

Il sommo capo (l’a.d.) è il "vecchio direttore"…. quello di cui parlo nel primo post del blog.
Proprio lui che, grazie alle sue capacità ed ai brillanti risultati economici ottenuti, è stato scelto quale massimo responsabile di un’azienda che conta ora circa 800 dipendenti.
Era arrivato al seguito di un direttore che operava come lui in un’azienda bresciana, iniziando come responsabile del “servizio incassi e versamenti” e la sua veloce carriera l’aveva portato fino a diventare direttore generale.
Nei miei confronti non si era di certo comportato bene e non posso fare a meno di ricordare che, se nel 2004 avesse scelto di riconoscermi perlomeno la metà delle ore straordinarie che avevo rivendicato e svolto, non saremmo di certo arrivati a questo punto.

Era stato anche fortunato in quanto aveva avuto l’opportunità di svignarsela e di lasciare la “patata bollente” (la causa e le vicende legate alla controversia) al suo successore.
Quest’ultimo, nel breve periodo in cui ha amministrato l’azienda, ha optato per scelte ed esasperato ruoli e competenze che hanno portato ad errori (comunicazioni errate a centinaia di clienti) ripresi dalla stampa economica nazionale, che hanno portato addirittura ad una proposta d’interrogazione parlamentare.
Insomma un grandissimo casino che ha compromesso l’immagine di un’azienda che non lo meritava.

E dire che tutto questo avviene in una società che ottiene degli utili significativi, specie se rapportati al numero di dipendenti.
Tutto questo avviene in un’azienda nella quale sono stati introdotti i budget, ritoccati al rialzo per ben tre volte (man mano che diventava evidente che sarebbero stati raggiunti) e che al raggiungimento degli stessi non si sono visti i premi che alcuni colleghi avrebbero certamente meritato (non parlo di me, non mi ritengo particolarmente meritevole di alcuna gratificazione).
Non sono state date promozioni e sono stati distribuiti pochissimi premi, di importi molto bassi e a poche persone (le eccezioni sono davvero pochissime anche tra i responsabili).

Inoltre il nuovo contratto di lavoro, ereditato dalla società incorporante, è certamente peggiorativo rispetto al contratto precedentemente in essere e non è stato concesso alcun premio di fusione (se si incorpora un’azienda che rende molto sotto il punto di vista economico, il buon senso dovrebbe portare alla scelta di riconoscere ai dipendenti di quell’azienda un premio per i risultati ottenuti) che avrebbe permesso di motivare i dipendenti.

Quindi il ringraziamento va al nuovo a.d. che ha scelto di ritornare dimostrando una governance con il pugno di ferro……..
Ed io?
In tutto questo discorso legato alle scelte intraprese mi sento davvero piccolissimo….
piccolo come quel Davide che non si lasciò intimorire dalla stazza di un certo Golia....

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