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Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.

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Ciao.


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25 maggio 2008

 

La caduta di stile (un triste episodio)

In ufficio ho assistito, o meglio, non ho potuto fare a meno di ascoltare visti i toni alti utilizzati nella conversazione, ad un diverbio tra la responsabile e la mia collega.
Il piccolo ufficio periferico è composto da 2 stanze.
La prima, quella riservata al pubblico, ha due postazioni riservate a me e alla collega, mentre nella seconda sono posizionate le scrivanie della responsabile e del collega sindacalista.
Da qualche mese, nonostante la collega sia incaricata di occuparsi della cassa (e per questa incombenza riceva un’apposita indennità), e che quindi sia talvolta richiesta la sua presenza nella stanza in cui anch’io ho la mia postazione, la responsabile preferisce che si sieda di fronte alla sua scrivania, lasciandomi di fatto da solo nell’altra stanza.

Così, nel caso in cui entri qualche cliente, le disposizioni che ho ricevuto sono di dover chiamare la collega preposta ad effettuare gli incassi ma una mattina della scorsa settimana, avendo notato che la collega parlottava a bassa voce vicino alla mia postazione, la responsabile l’ha dapprima chiamata nell’altra stanza e poi, ad alta voce, si è rivolta al collega sindacalista con tono stizzito dicendo: “guarda che oltre a darla a te, la dà anche a quell’altro”.
Il sindacalista, in un primo momento stupito, ha replicato con una battuta cercando di smorzare i toni “è per quello che io non ci sto….” ma la collega, offesa, si è rivolta alla responsabile sottolineando “per tua norma e regola io non la do a nessuno dei due”.
In ufficio è calato il gelo.

Inizialmente non ho dato un gran peso alla situazione ma più tardi ho dovuto consolare la collega.
Con le lacrime agli occhi mi ha detto di essere stata dibattuta per tutto il fine settimana.
Aveva deciso di acquistare un regalo per la piccola Giorgia (anche lei ha una bambina), ma si scusava e non riteneva opportuno consegnarmi il regalo in ufficio.
Così non aveva chiuso a chiave la sua auto e mi ha chiesto di prelevare il pacchetto che aveva lasciato sul sedile posteriore.

La collega non utilizza internet, non legge “il mio diario”, non sa quasi nulla della mia vicenda e, con un atteggiamento che lascia trasparire la sua grande dignità, mi ha ispirato molta tenerezza.
Vi scrivo prima di andare a dormire ed ho appena lasciato nella culla la piccola Giorgia ma nonostante l’abbracciare la piccola sia una cosa che mi riempie il cuore, non riesco a dimenticare il triste episodio.

Comments:
Non ci sono parole. E' terrificante. Sono frasi volgari e pesanti come macigni; ed il senso di orrore ed impotenza che instillano in chi le riceve non si può descrivere e capire se non lo si è personalmente provato.
Sei stato gentile a sensibile nei confronti della tua collega, "potete fare squadra" in questa situazione, falle capire che non siete gli unici che subiscono questi trattamenti e magari riuscite a sopportare meglio la direttrice e le sue (squallide) battute.
a presto.
Mariangela
 
Veramente assurdo.
Tu a fare il portinaio (collegaaaaaaa è arrivato un clienteeeeee) e la capa con le squallide frasi per cercare di isolarti e fare capire alla tua collega come comportarsi.
La penso come Mariangela.
Che squallore.
Siamo con te demansionato.

laura
 
MA CHE BELLA PERSONCINA LA TUA RESPONSABILE.
MA COME SI PERMETTE?

luka
 
auguri, sei diventato papà. Anche se certe cose non cambiano mai... ma sai, i figli ci rendono più forti, è un'esigenza di ordine superiore...
congratulazioni anche per la tua compagna
 
Proprio una caduta di stile.
Ma come si permette di parlare in questo modo?
Ma l'ufficio del personale ne è a conoscenza?
Facci sapere perchè secondo me è grave.

roby
 
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