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30 agosto 2007
Che fatica ottenere le prove....
Così, per qualche giorno, la nuova addetta ai compiti che svolgevo, continua tranquillamente ad occuparsi di attività legate ai versamenti fino a quando - presumo - non viene recapitata la raccomandata che contiene la mia risposta.
Contemporaneamente il responsabile del servizio (di cui non avevo ancora parlato, essendo alle sue dipendenze) convoca la nuova addetta e le ordina di non occuparsi più delle attività legate al reparto in cui lavoravo.
Così la collega che suppongo mi sostituirà, cessa immediatamente di occuparsi di ciò che stava svolgendo e tutto mi appare più chiaro.
Quanto avevo riferito verbalmente alla responsabile del personale non aveva avuto alcun peso ed evidentemente non era stato riferito al responsabile del Servizio Incassi e Versamenti, ma la risposta scritta aveva sorbito tutt'altro effetto!
Vista la reazione ne parlo al mio sindacalista che già aveva visionato sia la lettera di trasferimento che la mia risposta e che intende appurare quanto sta accadendo.
Così, per fornirgli prove concrete di quanto sostengo, provvedo a fotocopiare la documentazione che attesta i versamenti eseguiti dalla nuova collega ma vengo notato del responsabile del servizio.
Uscendo dal suo ufficio e vedendomi alle prese con la fotocopiatrice mi chiede per quale motivo stia fotocopiando le facciate delle cartelline che contengono la documentazione dei versamenti effettuati dalla presunta nuova addetta.
Rispondo che sono solo appunti che conserverò visto che non mi occuperò più di tali versamenti, cercando di depistarlo.
Ma insiste non credendo a quanto sostengo e vuole sapere il perchè di quelle copie.
Non rispondo ma continua ad insistere accompagnandomi alla scrivania, io non intendo sbilanciarmi e "non rilascio dichiarazioni".
Quando si allontana vado dal sindacalista per raccontargli l'episodio e lui mi suggerisce di fornire la vera motivazione e cioè che le copie le sto facendo per lui.
Così vado nell'ufficio del responsabile e lo aggiorno.
Brontolerà un po' dicendo che se il sindacalista vuole qualcosa deve chiedere a lui ma ciò che conta è che ho ottenuto le prove per dimostrare che quanto sostiene l'azienda non corrisponde al vero... ma che fatica....
17 agosto 2007
Dettagli di trasferimento
Dopo essere stato convocato nel suo ufficio (le sfilate davanti ai colleghi sono fortunatamente cessate), porgendomi copia della lettera, mi legge il testo.
La lettera sostiene che “mi è stata rappresentata la necessità dell’azienda di trasferirmi e che nell’incontro ho avuto la possibilità di esporre le mie osservazioni in merito.
Mi ricordano anche che il provvedimento trae origine dal fatto che lo sportello necessita di una risorsa aggiuntiva per far fronte al carico di lavoro e che non verrò sostituito nell’ufficio Incassi e Versamenti dove la mia posizione, sarà soppressa.”
MI VIENE INOLTRE CHIESTO DI FIRMARLA PER ACCETTAZIONE….
Rispondo che la firmerò a condizione di poter riportare le mie osservazioni in calce alla lettera stessa, ma la responsabile del personale sostiene che non permetterà che io scarabocchi il documento.
Allora, dopo averle fatto notare che il mio posto non è stato affatto soppresso, le ribadisco che non avrei apposto la mia firma e lei, dopo aver insistito, finisce per accettare di spedirmi lo scritto.
Tornando alla scrivania mi chiedo….
Perché una tale insistenza per ottenere la mia firma per accettazione?
Le altre comunicazioni pervenutemi sono state spedite….
Ho condiviso con il mio avvocato la necessità di rispondere, per indicare chiaramente l’evidenza delle circostanze:
“in primo luogo non corrisponde al vero che mi siano state rappresentate le specifiche esigenze di servizio, né tanto meno che io abbia avuto la possibilità di esporre le mie osservazioni in merito, mi limito ad osservare che da circa 2 mesi, alcune delle mie mansioni sono state assegnate ad una collega, che mi sembra quindi destinata a prendere il mio posto. Inoltre delle tre persone (il sottoscritto, la mia collega e a quanto pare la nuova addetta ai compiti che svolgevo), io sono quella che da più tempo si trova nell’ufficio e pertanto, non capisco per quale motivo, se una posizione deve essere soppressa - ciò che tuttavia non pare stia accadendo – debba trattarsi della mia.
Preciso inoltre che mi sono rifiutato di ritirare la lettera perché mi veniva richiesta una firma “per accettazione” e contesto il trasferimento, in quanto immotivato, illegittimo e ritorsivo a causa delle vicende giudiziarie che mi vedono interessato”
Inutile aggiungere altri commenti
10 agosto 2007
L’ennesimo trasferimento
Lo considero un brutto colpo, di basso profilo sotto diversi aspetti, ma doloroso particolarmente perché cambierà le mie abitudini.
Abito a 15 minuti (a piedi) dall’ufficio e dovrò ricominciare ad utilizzare l’auto.
Mi rendo conto che per ben sette anni sono stato veramente comodo e dovrò riabituarmi a viaggiare.
Inoltre non avrò più il rapporto giornaliero con i colleghi, e ritengo che la direzione abbia deciso in tal senso, sfidando il buon senso anche sotto il punto di vista giuridico, proprio perché non è riuscita nel tentativo di isolarmi e molti dipendenti mi hanno dimostrato stima e comprensione.
Credo che quasi tutti pensino che “sono uno che è stato preso a calci”,
molti hanno capito che alcune persone “mi hanno reso la vita difficile”,
ed alcuni hanno potuto constatare i comportamenti e le pressioni che venivano mossi nei miei confronti….
il mobbing
Come ben sapete ho scelto di non descrivere i comportamenti delle persone che, nel momento in cui scrivevo, lavoravano nel mio stesso servizio.
Così il trasferimento mi fornisce l’opportunità di raccontare l’esperienza che ho vissuto nel “Servizio Incassi e Versamenti” per oltre due anni, i rapporti tra i dipendenti e numerosi episodi che, mio malgrado, mi hanno visto protagonista.
A presto.