“E questo è lo spazio in cui puoi discutere, scrivere o semplicemente leggere cosa si dice di un racconto del genere” Se vuoi puoi registrarti e scegliere un “nome utente”.
Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.
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Ciao.
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26 marzo 2007
Volantini nei bagni
L’episodio che ho descritto è il proseguimento e la conseguenza del mobbing ed è da annotare, in quanto sarà oggetto di confronto.
Intanto in mia assenza (ho subito un piccolo intervento chirurgico), il clima aziendale si surriscalda.
Nei bagni sono stati affissi alcuni volantini che riportano slogan che contestano l’operato aziendale.
Una delle frasi riportate ritengo sia una presa di posizione relativamente a quanto mi accade.
A chiare lettere riporta “ no mobbing ”.
Ma non nascondo che gli avvenimenti accaduti mi rendono pensieroso e da qualche giorno ho preferito attivare nel blog la funzione “moderazione dei commenti”.
Questo ovviamente non vuol dire che i commenti che lasciate sulle pagine del mio diario non vengono pubblicati, ma attivando la funzione dovrò autorizzarli affinché vengano visualizzati.
Forse sono scrupoli ingiustificati in quanto nessuno ha mai lasciato commenti volgari né ha mai fatto riferimenti all’azienda e mi chiedo anche se abbia ancora un senso mantenere l’anonimato.
Nel blog non ho mai fatto riferimento all’azienda perché quando ho iniziato a scrivere il mio diario, ben prima di depositare la causa, temevo che esponendomi avrei potuto essere immediatamente licenziato ma la causa è stata depositata (e mi sento maggiormente tutelato) e navigando sul web ho notato che si trovano facilmente blog ideati da gruppi di lavoratori che descrivono quanto accade nelle loro aziende.
D’altronde dal momento che mi rivolgo alla giustizia e quindi ho messo “nero su bianco” la situazione che sono costretto a subire, non vedo perché non potrei rivelare chi sono e chi “mi sta maltrattando”.
Good night & good luck
12 marzo 2007
Il vissuto
E allora predico bene (trarre lezione dal vissuto) ma razzolo male (non ripensare a quanto è accaduto).
Un vissuto che mi lascia tanta delusione e rabbia.
Non posso non pensare al fatto che 3 anni fa ero una persona realizzata e rispettata mentre solo pochi mesi dopo la situazione sarebbe drasticamente cambiata.
Io ed il mio ex collega godevamo di una buona considerazione generale, visto anche quanto ci davamo da fare e passavamo le giornate al telefono con programmatori, a scrivere documenti e manuali operativi, a rispondere alle mail e alle segnalazioni dei vari uffici.
Per quanto mi riguarda avevo ottimi rapporti con tutti, anche quando le mansioni che svolgevo richiedevano il coinvolgimento di altri colleghi che talvolta andavano spronati e sollecitati.
Eravamo l’Organizzazione!
Invece ora mi tocca sentire un responsabile di servizio che mi dice di “levarmi dai coglioni” e di tornare alla mia scrivania.
Ed il tutto perché, arrivando da un altro ufficio, mi sono fermato a chiaccherare con due persone per non più di 4/5 minuti.
Dice che è almeno un quarto d’ora che disturbo ma anche le persone con cui parlavo sostengono che al massimo potevano essere passati 4 o 5 minuti.
E la scena si svolge ovviamente nel salone davanti a molti altri colleghi.
Non capisco proprio il motivo di un simile rimprovero o meglio penso che un atteggiamento di questo tipo sia dovuto al fatto che l’azienda abbia chiesto ai funzionari di “fare terra bruciata attorno a me”.
Ma sorbisce l’effetto contrario,
perché il rimprovero, esclusivo pubblico e gratuito,
mi umilia e mi rende ansioso,
può suggerire che non è gradito che le persone abbiano rapporti con me,
ma non permette che la scena passi inosservata.
Nella stessa giornata ricevo numerose dimostrazioni di solidarietà che mi sollevano,
anche da colleghi con i quali non ho molti rapporti.
03 marzo 2007
Sempre sulla ristrutturazione....
Se penso ad un ulteriore elemento relativo alla direzione aziendale “post ristrutturazione”, non posso fare a meno di notare che….
successivamente al mio trasferimento nel nuovo servizio, l’azienda ha anche assunto personale con inquadramento inferiore al mio (ho quasi 17 anni di anzianità).
E non posso non chiedermi
se abbia fatto parte dello stesso piano di razionalizzazione o meno.
E ci sono altri particolari che non mi quadrano del tipo…. “non ha mai redatto software per l’azienda”.
Ma come…!
Ricordo bene di aver realizzato, su richiesta di un dirigente, un programma di inserimento dati che è stato utilizzato per diversi anni da un ufficio (del quale sostanzialmente non seguivo gli sviluppi informatici).
Il mio ex capo dell’ufficio organizzazione, all’inizio del 2004, ha ritenuto che per quel programma fosse giunto il momento “della meritata pensione”.
I dati registrati sono stati riportati su AS400 e credo siano ancor oggi interrogabili!
Meglio non ripensare a quanto è accaduto
ma trarre lezione dal vissuto.