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Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.

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Ciao.


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30 novembre 2006

 

Meglio non fidarsi

Quello a cui avevo pensato era di chiedere alla mia diretta responsabile di scambiare due chiacchere fuori dall'ufficio, invitandola a prendere un aperitivo dopo il consueto orario lavorativo.

Non so ancora quanto è coinvolta, farò attenzione a non espormi troppo.
Cercherò di farla parlare e le chiederò di tenere la nostra conversazione riservata con la scusa di parlarle di alcuni problemi personali.
In un tardo pomeriggio approfittando del fatto che siamo soli.... mi muovo.

Mi dice subito che probabilmente non sarà possibile, perchè ha un impegno con il marito e sarà meglio rimandare.
Rispondo che sarà per la prossima volta ma noto che nei minuti successivi si mette a tamburellare nervosamente con le dita sulla scrivania.
Poi si alza, allontanandosi.

Alle mie spalle una fila di armadi divide gli uffici e mi permette di vedere in quale direzione procede.
Prende il corridoio e visto che mi sono insospettito mi muovo dietro di lei dandole qualche metro di vantaggio.
Voglio proprio vedere dove si sta dirigendo.
Il corridoio curva a 90 gradi e appena voltato l'angolo non potrà vedermi....
Con un buon tempismo riesco ad arrivare per osservare la porta in cui entra.

Giuda cane. La direzione!
Oltre un anno fa da quella porta si entrava solo per andare dalla responsabile del personale o dal Direttore generale.

Non conviene che mi esponga e tantomeno che le parli della causa. E allora?
Beh calma, tanto per cominciare stasera ha un impegno ed in un secondo momento potrei glissare dicendo che non era nulla d'importante.
Dopo circa dieci minuti ritorna alla scrivania e incomincia lo show....
Senza che il suo telefono cellulare squilli (non ne ho sentito il suono) incomincia a parlare ad alta voce.

"Ciao "il nome del marito"..... sì non c'è problema...."
e si alza in piedi per rendersi ben visibile
"non ti preoccupare rimandiamo.... ci vediamo a casa, ciao"

poi rivolgendosi a me

"guarda se vuoi il mio impegno è saltato e se hai bisogno di parlarmi sono libera"

Le rispondo che in sua assenza mi è arrivata una telefonata e purtroppo sono io ad essere impegnato.
E mi sono anche pentito di non averle fatto notare che sarebbe stato meglio far suonare il cellulare prima di rispondere....
Good night & good luck



19 novembre 2006

 

Nel nuovo ufficio....

Nel nuovo ufficio io mi presento arrivando dall'ufficio "organizzazione" e conosco bene sia la normativa che le procedure informatiche che ne regolano l’attività.
Una buona parte dei programmi di erogazione devono ancora essere perfezionati e penso che, come ovvio, ne seguirò l’evoluzione ma…. non è così!

Sin dall’inizio mi vengono affidati dalla responsabile esclusivamente compiti di inserimento dati e relativi ai versamenti. Sono effettivamente incarichi che l’ufficio deve svolgere nonostante siano monotoni e ripetitivi.
Noto però che le 2 signore (siamo in un gruppo di scrivanie da 4), raramente mi rivolgono la parola e spesso parlottano tra di loro a voce bassa.
La collega con lo stesso inquadramento inizia a snobbarmi, è vaga nel rispondere alle mie richieste di spiegazioni e non mi aggiorna mai relativamente alle pratiche che necessitano di un intervento non prettamente ordinario.

Tra l’altro viene invitata a partecipare a diverse riunioni svolte nell’ufficio organizzazione in compagnia della responsabile dell’ufficio, del responsabile del servizio e dei miei ex colleghi ed ex capo.
Manco proprio solo io e con la scusa di raccogliere le firme dei responsabili, mi affaccio in più di una riunione e sento i programmatori in viva voce al telefono. Che tristezza.

Ma c’è anche la possibilità che la responsabile non cerchi di isolarmi perché le hanno chiesto di mobbizzarmi. Potrebbe comportarsi così anche solo perché intende agevolare la sua amica.
Per permetterle di mettersi in evidenza (forse lei sa già che prossimamente andrà a lavorare in banca).

Voglio proprio capire se si sono messi tutti d’accordo o se il tutto è casuale e decido di scoprirlo con un trabocchetto….

a presto



11 novembre 2006

 

Mobbing

Eh si! le pressioni aumentano. Eccome.
E l'aumento della pressione mi sprona a raccontare l'aspetto più doloroso della vicenda: il mobbing.

Non tutte le persone che rivendicano demansionamenti o straordinari non retribuiti l'hanno provato.
Ma io sì! E giudicherete voi stessi dal mio racconto.
E' il mio punto di vista ma.... lo ritengo piuttosto oggettivo e suffragato da molti indizi che non sto a descrivervi.

Per mettere in atto il mobbing in modo ideale e costante è necessario che l'azienda possa contare su un gruppo di persone.
Diciamo 4 o 5 persone che decidono di assecondare l'intento di mettere sotto pressione un individuo per ottenerne vantaggi personali.
Tanto più sarà variegato il gruppo di persone tanto più sarà efficace il risultato;
il fine è quello di mettere il demansionato a disagio in diverse situazioni (lavorative e non).
Ma attenzione, è necessario che il tutto si svolga con discrezione....

Avrei voglia di raccontarvi cosa è successo nell'ultimo mese ma preferisco partire dal trasferimento nel nuovo servizio (febbraio 2005), per non dover descrivere salti temporali che farebbero perdere il senso logico della vicenda.

Ciò che ho scritto sull'ufficio precedente lo potete leggere nell'archivio (alla fine di questa pagina potete consultare tutto ciò che ho scritto da marzo ad oggi).

L''ufficio si compone di 2 persone (una collega ed io) e di una diretta responsabile, che con il grado di quadro direttivo, è la vice responsabile di tutto il servizio.
Nello stesso periodo arriva un nuovo responsabile del servizio che sostituisce lo "storico" capo con il quale ero in ottimi rapporti, per il quale arriva il momento di andare in pensione.
Le due donne sono amiche e tutte le mattine arrivano in ufficio insieme dopo aver fatto colazione.

Attualmente la mia collega di pari grado è stata spostata ad un nuovo incarico, sempre nello stesso servizio (è di pubblico dominio che alla fine del 2005 aveva ricevuto per le precedenti mansioni svolte un cospicuo premio in denaro).
La responsabile invece ha visto accolta la sua domanda di trasferimento in banca....

A presto.
Ciao.

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