“E questo è lo spazio in cui puoi discutere, scrivere o semplicemente leggere cosa si dice di un racconto del genere” Se vuoi puoi registrarti e scegliere un “nome utente”. 

Quì descriverò i miei pensieri e le mie sensazioni, ciò che ho vissuto in ufficio e a casa.
Proporrò anche qualche appunto relativo a giornate trascorse qualche mese addietro.
Mi limiterò a consegnare periodicamente a Giò e Sve qualche nota da pubblicare nel blog.
Mi auguro diventi un bel forum.

Se vuoi aggiungere un commento al mio diario clicca su  “Commenti”, nella  pagina  più recente (l’ultima pubblicata).
Ciao.


Attenzione:

Il webmaster non si assume la responsabilità dei contenuti pubblicati nel forum offerto dal servizio, nè è in alcun modo responsabile dei danni derivati da essi.

Nel caso in cui i commenti pubblicati abbiano contenuto volgare o diffamante, potranno essere oscurati.  

Ildemansionato.net memorizza, oltre al contenuto del commento, l'indirizzo IP dello scrivente, riservandosi di consegnarlo alle autorità giudiziarie nel momento in cui la legge non venga ottemperata.

feed RSS

27 aprile 2006

 

MA ALLORA CE L'HANNO CON ME !!!!

Morale della faccenda, dopo che i miei compiti sono completamente cambiati, mi arriva a fine 2004 la letterina di trasferimento….
Mi spostano dall’inizio di febbraio 2005 in un ufficio in cui avevo lavorato 12/13 anni prima, a fare sostanzialmente un lavoro di inserimento dati.

Clamoroso? Neanche tanto….
Perché il bello arriva quando, nel febbraio di ogni anno, l’azienda chiede di compilare una scheda di autovalutazione relativa all’operato dell’anno precedente, per agevolare il compito del diretto superiore nel redigere la “scheda di valutazione”, esprimendo le caratteristiche, ambizioni e peculiarità del collaboratore.
Io mi presento al mio ex capo (dopo il trasferimento diventa ex), dicendogli che visto che pare che nessuno ricordi gli incarichi che ho svolto e che anche le ore di lavoro straordinario non sono state pagate, mi pareva più opportuno non redigere la schedina di autovalutazione (peraltro assolutamente non prevista né dal contratto nazionale, né dal contratto integrativo aziendale).
Pochi giorni dopo mi viene consegnata una sanzione disciplinare scritta.

Che????
Mi informo subito dal sindacalista (in azienda la mia sigla sindacale ha anche una dirigente sindacale che è assente) chiedendo se era obbligatorio preparare la schedina di autovalutazione.
Mi dice di no, che in molti non la compilano.
Mi informo anche sul comportamento dell’attuale mio capo, una donna con il grado di funzionario (ne parleremo prossimamente), che addirittura ritira le schedine di autovalutazione non compilate dei suoi diretti collaboratori e redige personalmente la scheda, chiedendo ai dipendenti di sottoscriverla.

MA ALLORA CE L’HANNO CON ME !!!!

Good night (mica tanto) & good luck



23 aprile 2006

 

Ma torniamo alla vicenda....

Ma ritorniamo all’evoluzione della vicenda.
Una sera mi sfogo con qualche amico, ed uno di questi che è avvocato mi dice che secondo lui con una lettera di un legale tutto si sarebbe sistemato, e che se non altro, visto che tutti erano a conoscenza che io ed il mio collega ci dovevamo fermare fino a tardi, le ore straordinarie mi sarebbero state pagate.
Io che mi sentivo preso a calci mi muovo, affidandomi ad un legale, ma la letterina non sorbisce alcun buon effetto.

In un ulteriore colloquio la Responsabile del Personale mi consegna l’elenco delle presenze dal 2002 e il Direttore Generale, che pare decisamente furioso, dice che “della lettera ricevuta non sa che farsene”.

Io accenno alla possibilità di metterci d’accordo, chiedendo che mi vengano pagate almeno una parte delle ore straordinarie. Ma purtroppo niente !!!!
Nell’atto che ho depositato ne ho dichiarate 240 ma sono sicuramente più di 300, svolte principalmente negli anni 2002 e 2003, anche se ho un documento che comprova che qualche ora è stata fatta nel 2004 e….
non ci crederete….
…. sono inserite nel programma gestione presenze proprio dalla Responsabile del Personale….
…. e risultano il suo nome e cognome come utente inseritore….
(ricordo bene che con estrema furbizia, il mio capo mi aveva detto di chiedere a lei per l’inserimento a terminale delle spese sostenute durante una trasferta presso un grosso cliente dell’azienda)….

Good night & good luck!



20 aprile 2006

 

La voglia di raccontare

… ed ora è cambiato tutto.
Mi trovo a dover soltanto più fare i test sui programmi che arrivano, ed il rapporto con i ragazzi della softwarehouse che realizza i programmi diventa soltanto “per favore modifica quel tasto o correggi quell’errore” (adesso che non li sento proprio più mi mancano molto).
Tutto il giorno a svolgere test o assistenza ai colleghi che hanno qualche problema con la parte pc dei programmi, con la rete aziendale o con le stampanti (con qualche richiesta di codifica di query al ced).

Il mio capo sul finire della giornata mi chiede sempre cosa ho fatto durante il giorno ed io gli racconto tutto, cercando di non creare inutili attriti e pensando (che illuso) che i rapporti possano tornare più distesi ma il suo atteggiamento non da adito a dubbi. Vuole farmi trovare lungo (immagino che il Direttore lo abbia strigliato visto che non è riuscito a ben "gestire" un suo collaboratore…. ma è pur sempre il suo delfino oppure… il Direttore ha voluto impartire una lezione sul tema “come piegare un dipendente”).
Non lo so… sono elementi di cui non sono a conoscenza e posso solo immaginare, esattamente come voi… (volete discuterne lasciando un commento?)

Scusate se vi racconto i miei incarichi (ne ho già scritto nei post precedenti!), ma provate ad immaginare se il vostro lavoro dovesse cambiare repentinamente, d’altronde è quello che temiamo un po’ tutti nel mondo del lavoro... il perdere la nostra fonte di realizzazione professionale… Quindi pazientate qualche post a capire la vicenda e poi darò al mio diario un taglio più... intimo e personale…

Anche perché non mi fa bene pensare all’accaduto… con i mesi e gli anni (sto ancora scrivendo del secondo semestre 2004), avevo perso la vitalità che mi contraddistingue e gli amici lo sapevano e … sul posto di lavoro anche… i pastiglioni che ti prescrivono i dottori quando ti senti giù, col tempo, ti riportano un po’ di serenità ma a me, per fortuna, hanno restituito soprattutto la voglia di raccontare…

Good night & good luck (gran storia sul diritto all’informazione. La prima con George alla regia.)



18 aprile 2006

 

E continuo con i cambiamenti?

Ovviamente cambia anche la qualità delle relazioni con il responsabile dell’area commerciale, legato al mio capo da una solida amicizia (tutte le mattine escono a bere il caffè insieme e si frequentano fuori dall’ ufficio).
Anche con lui avevo instaurato un buon rapporto, essendo incaricato di seguire i progetti più importanti dei clienti dell’azienda.
Purtroppo quando ci incrociamo il suo sguardo mira altrove, non ci si scambia più alcuna battuta e vengo sostituito nelle riunioni sui progetti legati agli enti dal mio capo e dalle riunioni sul sito internet aziendale dalla collega femmina, dopo aver seguito in prima persona tutta l’analisi per lo sviluppo del portale web aziendale. Vuoi dire che il mio capo gli abbia chiesto di ignorarmi?

Mi rattrista e deprime il constatare che prima partecipavo alle riunioni con i clienti, diventando il referente dei responsabili, che sentivo molto spesso, giornalmente, specie nei mesi che richiedono la messa a punto delle procedure informatiche mentre adesso venivo drasticamente accantonato.
Intendiamoci bene, aggiornavo sempre il capo sul mio operato e sugli accordi che prendevo con i responsabili degli uffici interni e lo relazionavo sul mio operato relativo ai rapporti con fornitori ed enti (concordavo le priorità, richiedevo preventivi, lo aggiornavo sui ritardi nelle consegne dei programmi che costantemente sollecitavo, passando buona parte della giornata al telefono con clienti, analisti e programmatori).

Il capo era il referente della Direzione, dettava le linee da seguire ed aveva il potere decisionale, tuttavia godevo di una buona autonomia in virtù dei risultati ottenuti nei compiti che mi venivano assegnati. Per capirci, quando mi rapportavo a lui, sottoponendo le problematiche affrontate, proponevo anche le soluzioni da adottare.
Sostanzialmente godevo della sua stima e fiducia ed ora… un saluto a voi tutti!



13 aprile 2006

 

Una settimana dopo...

Il capo, un pomeriggio, vista la momentanea assenza dei miei colleghi mi dice in modo duro che da allora non avrei più dovuto seguire alcuno sviluppo sulle procedure, che dovevo limitarmi ad eseguire i lavori di test sui programmi e che i nuovi sviluppi internet sarebbero stati seguiti dalla mia collega.

La discussione si svolge di fianco alla mia scrivania e quando con forza dico che tutta questa situazione non è giusta, lui si mette ad urlare dicendo che devo stare al mio posto seguendo le sue direttive e gli ordini che mi vengono impartiti.

Mentre iniziamo ad alzare la voce entra il mio collega.

Mi zittisco mentre il capo fa sentire la sua voce uscendo dall’ufficio.

Dopo qualche decina di secondi, il collega, che non sta nella pelle, chiede chiarimenti tempestandomi di domande e dicendo che “non ha mai visto il capo così incazzato” …

“cosa è successo?”… “cosa gli hai detto?” …

Cerco di eluderlo dicendo che “siamo nervosi tutti e due” e che “anch’io ho il mio carattere” (in verità non ricordo neppure bene su quale argomento lavorativo cerco di depistarlo).

Mi girano, anche perché nei giorni successivi (meno male che esistono le ferie), mi accorgo che per me sta veramente cambiando tutto.

Il mio capo incomincia a rivolgermi poco la parola, mi tratta con sufficienza, lasciando intuire ai miei colleghi la mancanza di stima nei miei confronti.

Di conseguenza, con il trascorrere delle settimane, noto anche un certo mutamento nei rapporti con i colleghi; prima credo regnasse una buona armonia nonostante tutti fossimo molto impegnati, mentre adesso per scambiare due parole, osservo, specie nel collega maschio, che attende che il capo esca dall’ufficio e quando parliamo di un argomento non lavorativo ed il capo rientra, si zittisce immediatamente troncando la discussione. In effetti c'è stata all'inizio qualche rivalità, data dal fatto che il capo pretendeva giustamente molto ed insieme dovevamo seguire tutti gli sviluppi informatici ma poi con una chiara suddivisione dei ruoli avevamo instaurato un sincero rapporto di collaborazione e complicità.

Quindi…. si fa dura la vitaccia…

Good night & good luck

Archivio

marzo 2006   aprile 2006   maggio 2006   giugno 2006   luglio 2006   agosto 2006   settembre 2006   ottobre 2006   novembre 2006   dicembre 2006   gennaio 2007   febbraio 2007   marzo 2007   aprile 2007   maggio 2007   giugno 2007   luglio 2007   agosto 2007   settembre 2007   ottobre 2007  

This page is powered by Blogger. Isn't yours?